Hands Off Cain

29 Nov

IN MORTE DI CALOGERO PERA

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29 Nov

Le Sezioni Unite penali hanno affermato i seguenti principi: – la confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001 può essere disposta anche in presenza di una causa estintiva determinata dalla prescrizione del reato, purché la sussistenza della lottizzazione abusiva sia stata già accertata, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, nell’ambito di un giudizio che abbia assicurato il pieno contraddittorio e la più ampia partecipazione degli interessati, fermo restando che, una volta intervenuta detta causa, il giudizio non può, in applicazione dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento; – in caso di declaratoria, all’esito del giudizio di impugnazione, di estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione, il giudice d’appello e la Corte di cassazione sono tenuti, in applicazione dell’art. 578-bis cod. proc. pen., a decidere sull’impugnazione agli effetti della confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001.

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29 Nov

CORTE COSTITUZIONALE- IL CONDANNATO SEMINFERMO DI MENTE PUÒ AVERE UNA PENA ATTENUATA ANCHE SE È PLURIRECIDIVO

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29 Nov

LA SEMILIBERTÀ PUÒ ESSERE CONCESSA IN VIA PROVVISORIA DAL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA

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29 Nov

In tema di responsabilità da reato degli enti collettivi, la Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che la persona giuridica risponde dell’illecito amministrativo derivante da un reato-presupposto per il quale sussista la giurisdizione nazionale, commesso dai propri legali rappresentanti o soggetti sottoposti all’altrui direzione o vigilanza, a prescindere dalla sua nazionalità e dal luogo ove essa abbia la sede legale, nonché dall’esistenza o meno, nello Stato di appartenenza, di norme che disciplinino analoga materia, anche con riguardo alla predisposizione ed all’efficace attuazione di modelli organizzativi e di gestione atti ad impedire la commissione di reati che siano fonte di responsabilità amministrativa per l’ente stesso.

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29 Nov

AGGRAVANTE DEL METODO MAFIOSO. La Quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con riferimento all’ipotesi della violenta aggressione di un giornalista che stava effettuando un‘intervista nei pressi di una palestra, ha affermato che l’aggravante del metodo mafioso non presuppone necessariamente l’esistenza di un’associazione di stampo mafioso, essendo sufficiente, ai fini della sua configurazione, il ricorso a modalità della condotta che evochino la forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso, quali, in particolare, la presenza di un “guardaspalle” durante l’intervista, la simultanea aggressione al giornalista e all’operatore che stavano effettuando l’intervista, la perpetrazione in pieno giorno dell’aggressione, rivendicando la potestà di controllare il territorio e di cacciare chi non è gradito, l’evocazione dell’intervento di terzi che avrebbero danneggiato l’auto dei giornalisti ed il contesto omertoso nel quale l’azione era avvenuta.

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29 Nov

In tema di intercettazioni di comunicazioni nei confronti di parlamentari, la Terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che, qualora il procedimento sia in fase dibattimentale, in assenza di preventiva autorizzazione all’utilizzazione delle conversazioni da parte della Camera di appartenenza, è abnorme il provvedimento con il quale il giudice delle indagini preliminari provveda alla relativa richiesta avendo egli esaurito il suo potere decisionale con la chiusura della fase delle indagini preliminari.

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29 Nov

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato i seguenti principi di diritto: – le notificazioni all’imputato detenuto, anche nel caso in cui abbia eletto o dichiarato domicilio, devono sempre essere eseguite nel luogo di detenzione, con le modalità di cui all’art. 156, comma 1, cod. proc. pen., mediante consegna di copia alla persona; – la notifica all’imputato detenuto eseguita presso il domicilio dichiarato o eletto dà luogo ad una nullità a regime intermedio, soggetta alla sanatoria prevista dall’art. 184 cod. proc. pen.

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29 Nov

Magistratura e Società . 25 Aprile e stato d’eccezione di Paolo Borgna, Pubblico ministero a Torino. La commemorazione della Liberazione dal nazifascismo come occasione per riflettere sul futuro della libertà (e della giustizia).

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29 Nov

LE MOTIVAZIONI DELLE SEZIONI UNITE SULLA COLTIVAZIONE DEGLI STUPEFACENTI : ” Il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente; devono però ritenersi escluse, in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore»

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29 Nov

COME FARE UN RICORSO ALLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO

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29 Nov

CORTE COSTITUZIONALE- Legittimità della norma che non consente la sospensione della esecuzione delle pene detentive brevi nei confronti delle persone condannate per il delitto di furto in abitazione di cui all’art. 624-bis codice penale.

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29 Nov

IL MANIFESTO DEL DIRITTO PENALE LIBERALE E DEL GIUSTO PROCESSO

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29 Nov

La sentenza della Cassazione che ha disposto il nuovo processo per il delitto Vannini

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29 Nov

MASSIMARIO CASSAZIONE PENALE 2018

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