Hands Off Cain

26 Ott

VIOLAZIONE OBBLIGHI ASSISTENZA FAMILIARE-Non è configurabile il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio di cui all’art. 570-bis cod. pen. qualora l’agente si sia attenuto agli impegni assunti con l’ex coniuge per mezzo di un accordo transattivo modificativo delle statuizioni patrimoniali contenute nella sentenza di divorzio, ancorché non omologato dall’autorità giudiziaria.

Continua qui
26 Ott

CONCORSO ESTERNO- CASO CONTRADA UNICO E SOLO -In tema di concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, le Sezioni Unite hanno affermato che i principi enunciati dalla sentenza della Corte EDU del 14 aprile 2015, Contrada contro Italia, non si estendono nei confronti di coloro che, condannati per comportamenti tenuti in epoca antecedente alla sentenza delle Sezioni Unite Demitry del 1994, siano rimasti estranei al giudizio promosso innanzi alla Corte Europea, ma si trovino nella medesima posizione quanto a prevedibilità della condanna in relazione a detto reato, in quanto la richiamata decisione del giudice sovranazionale non costituisce sentenza pilota e neppure può ritenersi espressiva di un orientamento consolidato della giurisprudenza europea.

Continua qui
26 Ott

La sospensione relativa al periodo previsto dalla legge per la redazione della sentenza, opera non solo per i termini intermedi e di fase, ma anche per il termine di durata massima della misura, fermo restando il limite di cui all’art. 304, comma 6, cod. proc. pen. ( Cfr. Cass. Pen.Sez. 1, n. 5696 del 25/11/2014, dep. 2015, Rv. 262427; Cass.Pen. Sez. 6 n. 13907 del 13/03/2012, dep. 12/04/2012, Rv. 252584; Cass. Pen.Sez. 2 n. 3106 del 18/12/2007, dep. 2008, Rv. 239295). Questo principio di diritto è fondato sul dato testuale offerto dall’art. 303, comma 4, cod. proc. pen., dal quale si desume che nel computo dei termini di durata complessiva di una misura cautelare sono comprese anche le proroghe previste dall’art. 305 cod. proc. pen. ma non invece le sospensioni dei termini di cui all’art. 304 comma 1, lett. c), cod. proc. pen.-

Continua qui
26 Ott

PATTEGGIAMENTO-IL CALCOLO DELLA PENA- RECIDIVA E AGGRAVANTE AD EFFETTO SPECIALE

Continua qui
26 Ott

IN TEMA DI DOMANDE SUGGESTIVE POSTE DAL GIUDICE

Continua qui
26 Ott

REVISIONE- La sopravvenuta procedibilità a querela del reato di appropriazione indebita per effetto del d. lgs. n. 36 del 2018 non costituisce prova nuova ai sensi dell’art. 630, comma 1, lett. c), cod. proc. pen. nel caso in cui la modifica normativa sia intervenuta successivamente al passaggio in giudicato della sentenza della quale si chiede la revisione.

Continua qui
26 Ott

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO- Le Sezioni Unite hanno affermato che la falsità o l’incompletezza della dichiarazione sostitutiva di certificazione prevista dall’art. 79, comma 1, lett. c) d.P.R. n. 115 del 2002, qualora i redditi effettivi non superino il limite di legge, non comporta la revoca dell’ammissione al beneficio, che può essere disposta solo nelle ipotesi espressamente disciplinate dagli artt. 95 e 112 d.P.R. n. 115 del 2002.

Continua qui
26 Ott

STUPEFACENTI- INGENTE QUANTITA’-Le Sezioni Unite hanno affermato che, a seguito della riforma introdotta in tema di stupefacenti dal d.l. 20 marzo 2014, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 16 marzo 2014, n. 79, mantengono validità i criteri fissati dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 36258 del 24 maggio 2012, Biondi, per l’individuazione della soglia oltre la quale è configurabile la circostanza aggravante dell’ingente quantità prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990 e che, con riferimento in particolare alle c.d. droghe leggere, la soglia rimane fissata in 2 kg. di principio attivo.

Continua qui
26 Ott

CORTE DI CASSAZIONE-Corona virus- Fase 2- misure organizzative per l’accesso ai servizi-periodo 12 maggio-30 giugno 2020

Continua qui
26 Ott

La Terza sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che il giudice adito per l’emissione del mandato di arresto europeo non ha il potere di procedere d’ufficio alla revoca o alla sostituzione della misura cautelare genetica, posto che tale potere non è previsto dagli artt. 28 e ss. della legge 22 aprile 2005 n. 69 e non rientra in alcuna delle previsioni di cui all’art. 299, comma 3, cod. proc. pen.

Continua qui
26 Ott

IN MORTE DI CALOGERO PERA

Continua qui
26 Ott

Le Sezioni Unite penali hanno affermato i seguenti principi: – la confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001 può essere disposta anche in presenza di una causa estintiva determinata dalla prescrizione del reato, purché la sussistenza della lottizzazione abusiva sia stata già accertata, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, nell’ambito di un giudizio che abbia assicurato il pieno contraddittorio e la più ampia partecipazione degli interessati, fermo restando che, una volta intervenuta detta causa, il giudizio non può, in applicazione dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento; – in caso di declaratoria, all’esito del giudizio di impugnazione, di estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione, il giudice d’appello e la Corte di cassazione sono tenuti, in applicazione dell’art. 578-bis cod. proc. pen., a decidere sull’impugnazione agli effetti della confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001.

Continua qui
26 Ott

CORTE COSTITUZIONALE- IL CONDANNATO SEMINFERMO DI MENTE PUÒ AVERE UNA PENA ATTENUATA ANCHE SE È PLURIRECIDIVO

Continua qui
26 Ott

LA SEMILIBERTÀ PUÒ ESSERE CONCESSA IN VIA PROVVISORIA DAL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA

Continua qui
26 Ott

In tema di responsabilità da reato degli enti collettivi, la Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che la persona giuridica risponde dell’illecito amministrativo derivante da un reato-presupposto per il quale sussista la giurisdizione nazionale, commesso dai propri legali rappresentanti o soggetti sottoposti all’altrui direzione o vigilanza, a prescindere dalla sua nazionalità e dal luogo ove essa abbia la sede legale, nonché dall’esistenza o meno, nello Stato di appartenenza, di norme che disciplinino analoga materia, anche con riguardo alla predisposizione ed all’efficace attuazione di modelli organizzativi e di gestione atti ad impedire la commissione di reati che siano fonte di responsabilità amministrativa per l’ente stesso.

Continua qui