Hands Off Cain

04 Ago

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO- Le Sezioni Unite hanno affermato che la falsità o l’incompletezza della dichiarazione sostitutiva di certificazione prevista dall’art. 79, comma 1, lett. c) d.P.R. n. 115 del 2002, qualora i redditi effettivi non superino il limite di legge, non comporta la revoca dell’ammissione al beneficio, che può essere disposta solo nelle ipotesi espressamente disciplinate dagli artt. 95 e 112 d.P.R. n. 115 del 2002.

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04 Ago

STUPEFACENTI- INGENTE QUANTITA’-Le Sezioni Unite hanno affermato che, a seguito della riforma introdotta in tema di stupefacenti dal d.l. 20 marzo 2014, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 16 marzo 2014, n. 79, mantengono validità i criteri fissati dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 36258 del 24 maggio 2012, Biondi, per l’individuazione della soglia oltre la quale è configurabile la circostanza aggravante dell’ingente quantità prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990 e che, con riferimento in particolare alle c.d. droghe leggere, la soglia rimane fissata in 2 kg. di principio attivo.

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04 Ago

CORTE DI CASSAZIONE-Corona virus- Fase 2- misure organizzative per l’accesso ai servizi-periodo 12 maggio-30 giugno 2020

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04 Ago

La Terza sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che il giudice adito per l’emissione del mandato di arresto europeo non ha il potere di procedere d’ufficio alla revoca o alla sostituzione della misura cautelare genetica, posto che tale potere non è previsto dagli artt. 28 e ss. della legge 22 aprile 2005 n. 69 e non rientra in alcuna delle previsioni di cui all’art. 299, comma 3, cod. proc. pen.

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04 Ago

IN MORTE DI CALOGERO PERA

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04 Ago

Le Sezioni Unite penali hanno affermato i seguenti principi: – la confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001 può essere disposta anche in presenza di una causa estintiva determinata dalla prescrizione del reato, purché la sussistenza della lottizzazione abusiva sia stata già accertata, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, nell’ambito di un giudizio che abbia assicurato il pieno contraddittorio e la più ampia partecipazione degli interessati, fermo restando che, una volta intervenuta detta causa, il giudizio non può, in applicazione dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento; – in caso di declaratoria, all’esito del giudizio di impugnazione, di estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione, il giudice d’appello e la Corte di cassazione sono tenuti, in applicazione dell’art. 578-bis cod. proc. pen., a decidere sull’impugnazione agli effetti della confisca di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380 del 2001.

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04 Ago

CORTE COSTITUZIONALE- IL CONDANNATO SEMINFERMO DI MENTE PUÒ AVERE UNA PENA ATTENUATA ANCHE SE È PLURIRECIDIVO

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04 Ago

LA SEMILIBERTÀ PUÒ ESSERE CONCESSA IN VIA PROVVISORIA DAL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA

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04 Ago

In tema di responsabilità da reato degli enti collettivi, la Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che la persona giuridica risponde dell’illecito amministrativo derivante da un reato-presupposto per il quale sussista la giurisdizione nazionale, commesso dai propri legali rappresentanti o soggetti sottoposti all’altrui direzione o vigilanza, a prescindere dalla sua nazionalità e dal luogo ove essa abbia la sede legale, nonché dall’esistenza o meno, nello Stato di appartenenza, di norme che disciplinino analoga materia, anche con riguardo alla predisposizione ed all’efficace attuazione di modelli organizzativi e di gestione atti ad impedire la commissione di reati che siano fonte di responsabilità amministrativa per l’ente stesso.

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04 Ago

AGGRAVANTE DEL METODO MAFIOSO. La Quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con riferimento all’ipotesi della violenta aggressione di un giornalista che stava effettuando un‘intervista nei pressi di una palestra, ha affermato che l’aggravante del metodo mafioso non presuppone necessariamente l’esistenza di un’associazione di stampo mafioso, essendo sufficiente, ai fini della sua configurazione, il ricorso a modalità della condotta che evochino la forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso, quali, in particolare, la presenza di un “guardaspalle” durante l’intervista, la simultanea aggressione al giornalista e all’operatore che stavano effettuando l’intervista, la perpetrazione in pieno giorno dell’aggressione, rivendicando la potestà di controllare il territorio e di cacciare chi non è gradito, l’evocazione dell’intervento di terzi che avrebbero danneggiato l’auto dei giornalisti ed il contesto omertoso nel quale l’azione era avvenuta.

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