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29 Ott

In tema di mandato d’arresto europeo, l’obbligo di motivazione in ordine al pericolo di fuga deve assumere connotati di concretezza ed essere plausibilmente argomentato su un ragionevole giudizio prognostico, mediante l’indicazione di circostanze sintomatiche, specifiche e rivelatrici di una reale possibilità di allontanamento clandestino da parte della persona richiesta.

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29 Ott

REVOCA AFFIDAMENTO IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE. OBBLIGO MOTIVAZIONE RIGOROSA-In tema di affidamento in prova al servizio sociale, qualora il comportamento del condannato sia stato così negativo da rivelare l’inesistenza sin dall’inizio di alcuna adesione al programma di risocializzazione, legittimamente – alla luce dei principi di proporzionalità ed adeguatezza della pena indicati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 343 del 1987 – il Tribunale di sorveglianza può disporre la revoca della misura con effetto ex tunc e, conseguentemente, determinare la pena ancora da espiare in misura corrispondente a quella originariamente inflitta (Sez. 1, n. 4687 del 27/11/2019, dep. 2020, Camusso, Rv. 278178); tuttavia resta fermo l’obbligo di motivare specificamente tale gravosa determinazione.

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29 Ott

La Corte di Cassazione, Sezione sesta penale, ha affermato che, ai fini della configurabilità dei reati di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e di frode nelle pubbliche forniture, il termine “fornitura” si riferisce sia alle cose che alle opere, e quindi anche al “facere” costituito dalle prestazioni di materiali e attività tecniche e lavorative di un’impresa, volte ad assicurare il soddisfacimento delle finalità sottese al servizio pubblico. (Fattispecie relativa alla somministrazione di personale paramedico interinale).

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29 Ott

La Sesta Sezione Penale della Corte di legittimità, ha affermato che l’incompatibilità tra le condizioni di salute del detenuto e il regime carcerario, in considerazione del rischio di contrarre l’infezione da Covid-19, deve risultare da elementi specifici che rivelino fattori di effettivo e concreto pericolo, alla luce anche delle specifiche misure di prevenzione adottate nell’istituto per garantire la distanza di sicurezza tra detenuti “a rischio”, nonché della possibilità che i detenuti che si trovano in condizioni di salute più precarie possano godere del trasferimento presso altri istituti o presso strutture sanitarie più adeguate del circuito penitenziario.

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29 Ott

VIOLENZA SESSUALE- ABUSO D’AUTORITA’ -Le Sezioni Unite Penali hanno affermato che l’abuso di autorità cui si riferisce l’art. 609-bis, comma primo, cod. pen., presuppone una posizione di preminenza, anche di fatto e di natura privata, che l’agente strumentalizza per costringere il soggetto passivo a compiere o subire atti sessuali.

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29 Ott

GIUSEPPE DACQUI’- IL REATO ABERRANTE- CAUSALITA’ E CONCORSUALITA’- CEDAM

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29 Ott

Misure cautelari personali – Custodia in carcere – Permesso di colloquio con il detenuto negato – Ricorribilità in cassazione – Sussistenza. È pacifico che i provvedimenti che decidono sulle istanze di colloquio dei detenuti in custodia cautelare, potendo comportare un inasprimento del grado di afflittività della misura, sono ricorribili in Cassazione ex art. 111 co. 7 Cost., per violazione di legge e che in tale nozione va ricompresa la motivazione inesistente o meramente apparente ravvisabile anche quando il ragionamento espresso dal giudice a sostegno della decisione adottata sia del tutto avulso dalle risultanze processuali o si avvalga di proposizioni prive di efficacia dimostrativa, cioè, in tutti i casi in cui sia soltanto fittizio e perciò sostanzialmente inesistente.

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29 Ott

INTERCETTAZIONI- DIVIETO DI UTILIZZO IN PROCEDIMENTO DIVERSO- RIBADITO IL PRINCIPIO DELLA SENTENZA S. U. CAVALLO

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29 Ott

SORVEGLIANZA SPECIALE CON OBBLIGO DI SOGGIORNO – La Seconda sezione penale della Corte di Cassazione, pronunciandosi in tema di misura di prevenzione della sorveglianza speciale, ha affermato che il procedimento ex art. 14, comma 2-ter, d.lgs. 159 del 2011, attribuisce al tribunale il potere di dare esecuzione alla misura ovvero di revocarla a seconda dell’esito dell’accertamento della persistenza della pericolosità sociale compiuto dopo un periodo di detenzione di almeno due anni, ma non consente di modificare parzialmente la misura, anche in relazione al termine di durata, potendo tale modifica essere adottata solo con il procedimento di cui all’art. 11, comma 2, d. lgs. cit., durante la sua esecuzione e, dunque, anche eventualmente dopo che il procedimento ex art. 14 si sia concluso con un provvedimento che a tale esecuzione abbia dato luogo.

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29 Ott

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, hanno affermato che la retrodatazione della decorrenza dei termini di custodia cautelare, di cui all’art.297, comma 3, cod.proc.pen., deve essere effettuata computando l’intera durata della custodia cautelare subita, anche se relativa a fasi non omogenee.

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29 Ott

STUPEFACENTI E CIRCOSTANZA ATTENUANTE DEL LUCRO- Le Sezioni Unite Penali hanno affermato che la circostanza attenuante del lucro e dell’evento di speciale tenuità di cui all’art. 62, n. 4, cod. pen. è applicabile, indipendentemente dalla natura del bene giuridico oggetto di tutela, ad ogni tipo di delitto commesso per un motivo di lucro, compresi i delitti in materia di stupefacenti, ed è compatibile con la fattispecie di lieve entità prevista dall’art. 73, comma 5, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.

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29 Ott

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29 Ott

1 Settembre 2020-LE LINEE GUIDA DELLA PROCURA DI CALTANISSETTA IN MATERIA DI INTERCETTAZIONI-

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29 Ott

IL CALCOLO DELLA SOSPENSIONE DELLA PRESCRIZIONE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS- La Terza sezione penale della Cassazione, pronunciandosi in ordine al regime della sospensione della prescrizione introdotto dall’art. 83 del d.l. 18 marzo 2020 (conv. con mod. con la legge 24 aprile 2020, n. 27 e succ. mod. con d.l. 30 aprile 2020, art. 3, comma l, lett. h), conv. con la legge 25 giugno 2020, n. 70) ha affermato che: – è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della sospensione del corso della prescrizione, disposta dall’art. 83, comma 4, del d.l. 18 marzo 2020, in quanto la causa di sospensione è di applicazione generale, proporzionata e di durata temporanea, e la deroga al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole, previsto dall’art. 25, comma 2, Cost. risulta giustificata dall’esigenza di tutelare il bene primario della salute, conseguente ad un fenomeno pandemico eccezionale e temporaneo, dovendosi realizzare un ragionevole bilanciamento tra diritti fondamentali, nessuno dei quali è assoluto e inderogabile; – la sospensione della prescrizione prevista dall’art. 83, comma 4, del d.l. 18 marzo 2020 opera dalla data dell’udienza (ricadente nel periodo 9 marzo-11 maggio 2020) di cui è stato disposto il rinvio e fino all’11 maggio 2020, mentre, per i procedimenti la cui udienza era fissata nel periodo 12 maggio-30 giugno 2020 e rinviati a data successiva, ai sensi del comma 7, lett. g), art. cit., la prescrizione rimane sospesa, ai sensi dell’art. 83, comma 9, del d.l. 18 marzo 2020, dalla data dell’udienza fino al 30 giugno 2020.

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29 Ott

ASSOCIAZIONE MAFIOSA- La Seconda sezione penale della Cassazione, pronunciandosi in tema di associazione a delinquere di stampo mafioso ha affermato che la costituzione di un gruppo formalmente nuovo non vale ad escludere la sussistenza dei requisiti costitutivi del suddetto reato, allorché lo stesso sia, in sostanza, di diretta derivazione di un “clan” storico, operante nella stessa area di quest’ultimo, compia i reati fine tipici dell’organizzazione mafiosa, e sfrutti il nome e la fama del primo per creare lo stato di assoggettamento intimidatorio della popolazione dell’area interessata, in modo da far percepire una sorta di continuità tra le azioni della “casa madre” e le proprie.

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