16 aprile 2004 – PROCESSO STRAGI 1992; LEGALI MINACCIANO REVOCA MANDATI

MAFIA: PROCESSO STRAGI; LEGALI MINACCIANO REVOCA MANDATI

 

CONTESTATA RELAZIONE DEL PROCURATORE GRASSO SU PENTITO GIUFFRE’

 

L’ arrivo agli atti del processo sulle stragi di Capaci e di via D’ Amelio alla seconda corte d’ assise d’ appello di Catania di una relazione del procuratore di Palermo, Pietro Grasso, che sottolinea l’ “attendibilita”" del pentito Nino Giuffre’ ha suscitato la protesta dei legali degli imputati che minacciano il possibile ricorso della “revoca del mandato”.

 

Al centro del contenzioso le dichiarazioni rese da Giuffre’ su un presunto incontro dei vertici di Cosa nostra, nel 1991, durante il quale si sarebbe decisa la stagioni delle stragi. Riunione che e’ sempre stata smentita da altri due collaboratori: Giovanni Brusca e Salvatore Cancemi.

 

Incongruenze sarebbero emerse anche dalle rivelazioni di un altro pentito: Ciro Vara. Per questo il presidente della Corte aveva chiesto alle Dda delle Procure interessate l’ invio di una relazione sull’ “attendibilita”" dei due collaboratori. L’ arrivo di quella inviata dal procuratore di Palermo, Grasso, ha suscitato la reazione degli avvocati degli imputati, tra i quali i boss Benedetto Santapaola, Giuseppe ‘Piddu’ Madonia, Pietro Aglieri, Mariano Agate, Carlo Greco e Antonino Buscemi. “Siamo in forte imbarazzo – ha spiegato l’ avvocato Giuseppe Dacqui’, che assiste Carlo Greco – perche’ non possiamo esercitare il diritto di difesa costituzionalmente garantito”. “Le relazioni richieste della Corte sull’ attendibilita’ dei pentiti – ha sottolineato il penalista – sono fuori dal codice e ledono gravemente la formazione della prova nel corso del dibattimento”. “E’ come – ha osservato l’ avv. Dacqui’ – se si chiedesse al giudice di primo di grado di testimoniare sull’ attendibilita’ dell’ imputato che lui stesso ha giudicato”. “Le procure distrettuali e tutti i pm – ha osservato il legale – sono parte interessate nel processo e dunque non possono, per legge, assumere la veste di testimone, ne’, tanto meno, esprimere giudizi nell’ ambito della formazione della prova”. Per questo i legali hanno chiesto alla corte la revoca della precedente ordinanza, annunciando di essere pronti alla clamorosa forma di protesta.

 

L’ udienza di oggi e’ stata breve. Era prevista l’ audizione del pentito Calogero Pulci, assente perche’ malato.